IL MERCATO BRASILIANO.

Attualmente il Brasile detiene il secondo maggior "gregge" commerciale del mondo dopo l’India.

È anche il secondo maggior produttore di carne bovina, subito dopo gli Stati Uniti, che possiede un gregge un po’ minore della metà del gregge brasiliano (?).

Questo paragone fra produzione e gregge e fra Brasile e EUA, mette in evidenza uno dei grandi problemi di allevamento nazionale, ovvero, la bassa produttività e la scarsa efficienza zootecnica.

Fra le aspettative della AgroConsult e i numeri ufficial, il gregge chiuderà 2014 fra le 208 e 210 milioni di teste, relazionato all'abbattimento di femmine.

In 2015 il gregge tornerà a crescere, garantendo un livello di produttività più elevato rispetto all’attuale.

Tendenze nell'applicazione di tecnologie da parte del produttore

La ricerca di vitelli favorisce il mercato dell’allevamento, stimolando l’avanzo tecnologico.

L’avanzamento tecnologico è inesorabile.

Lo staff tecnico del governo ha osservato che 11,7% dei pascoli avrebbe bisogno di un intervento a breve termine per frenare l’avanzata fase di degradazione.

Oltre alle zone che saranno rivegetate, il settore dell’allevamento continuerà perdendo terreno per via della produzione di cereali, canna da zucchero e rimboschimento; fino al 2025, i pascoli dovranno ridursi circa 10,2 milioni di ettari.

Lo scenario economico minimizza la preoccupazione ambientale del settore dell’allevamento nei prossimi anni. La necessità di nuove tecnologie per aumentare la produttività supera la necessità ambientale per via dello stesso aumento della produttività.

Il rischio sarà l'esclusione dei produttori che non riusciranno ad accompagnare il progresso.

Secondo vari studi fatti per la AgroConsult, il Ministero dell’Agricoltura e la ABIEC (Associazione Brasiliana delle Industrie Esportatrici di Carne), è necessario privilegiare le tecniche che consentano i rendimenti più rapidi di capitale. L’obiettivo è quello di eseguire azioni che permettano agilità nella circolazione del denaro.

Entra in questa fase un miglioramento di tutti gli indici zootecnici, e un miglioramento dell'alimentazione dell’allevamento.

Da qui nasce la necessità di garantire foraggio di qualità senza perdita del raccolto.